lunedì 31 dicembre 2007

colpo di coda!


E questo strampalato 2007 non poteva che concludersi con un colpo di coda.

Non so ancora dove mi porterà e se mi porterà da qualche parte...ma lo aspettavo...lo aspettavo da mesi e una minuscola parte di me sapeva che sarebbe arrivato.

E mi serviva proprio per poter iniziare questo nuovo anno con un po' di energia.

Di solito questo è il momento di pronostici e di bilanci, ma ascolterò le mie amiche e non ne farò...non voglio aspettarmi nulla, voglio però sorprese, grandi sorprese.

Solo un GRAZIE, alle persone, in particolare 6, che con me hanno condiviso gioie e dolori di quest'anno che fra poche ore andrà...

E adesso è tempo di 2008...anno bisesto, anno funesto!

Siamo messi bene.

lunedì 26 novembre 2007

Cocci rotti...


E' da più di un mese che non scrivo, lo so. Ed ero pronta a firmare il mio primo post con un bel sorriso, uno di quei sorrisi che ti viene fuori quando ti rendi conto che ce l'hai fatta...che ci sei riuscita di nuovo.

E invece i cocci che pensavo di aver ricostruito sabato sera si sono rotti in tantissimi pezzetini, quasi polverizzati...impossibili da riattaccare.

La cosa che mi fa più male è che ti sto facendo vedere la parte peggiore di me, la più ridicola e io lo so che non sono così.

E tutti mi dicono che devo fregarmene, che chi mi vuole bene lo sa come sono e che la tua opinione non deve toccarmi...invece mi tocca e mi fa male.

Vorrei sprofondare...vorrei solo sprofondare e riemergere fra 100 anni.

giovedì 18 ottobre 2007

Lacrime e popcorn

Domenica 14 Ottobre h.22:50

Si può essere felici grazie ad un solo istante? Io credo di si. O meglio, un solo istante può cambiare le sorti di un’intera giornata? Assolutamente si.



Questo è stato un week end denso d’emozioni, emozioni talmente forti che non credo di aver ancora imparato le parole per poterle descrivere.
Non saprei da dove cominciare, se non da un grazie! perché mi sento fortunata per aver avuto la possibilità di partecipare, e non assistere, ad un momento importante nella vita di una delle amiche migliori che ho.
E’ difficile aprirsi al mondo e io questo l’ho sempre immaginato dalle tue mezze frasi, ma quello che è successo venerdì credo sia stato uno spalancare la propria vita al mondo, perché ci sono cose, come proprio tu mi dicevi, talmente più grandi di noi che non si sa quando è il momento migliore per tirarle fuori, e a volte questo momento nella vita sembra non arrivare mai.
Io credo di amarti, te l’ho già detto, credo non ci sia definizione più appropriata per ciò che sento di provare per te...perché l’affetto è qualcosa di troppo blando.
So che questo post è confuso, poco chiaro, ma so che tu mi capisci...vorrei che in qualche modo ti sentissi rinata, ti sentissi libera di non dare spiegazioni, libera di dire frasi senza temere domande, perché da me le domande non arriveranno.
A volte piango...come adesso, perché forse non sono mai stata all’altezza di starti accanto, a volte lo penso, ma a volte penso anche il contrario...
Sempre più confuso lo so, ma è quello che ho dentro, perché per me in qualche modo è finita un’era, per me venerdì non è stato un giorno qualunque, ma è stato il giorno in cui tu ci hai donato tutta te stessa e io sento che questa emozione non riesco a reggerla…e piango.
Mi sforzerò di formulare frasi di senso compiuto, ma sento che non è mai stato più difficile.
Sono stata felice quando ho capito che avevi qualcuno accanto con cui condividere tutto questo, ci ho messo un po’ ma l’ho capito che amica speciale è lei…e di conseguenza sento che lo è diventata anche per me, lei bagnata dal tuo stesso mare. E' come se in lei avessimo avuto la possibilità di concentrare tutte le nostre carenze, come se lei avesse avuto la possibilità di essere ciò che noi non siamo mai state…forse dovrei parlare semplicemente al singolare.
Avrei voluto scriverti, scriverti che sei forte, che non ti lamenti mai di nulla, che ti ho sempre visto ridere, che ti ho sempre avuta accanto pronta ad ascoltare…e si lo so che sei qui per grazia ricevuta ma credo nessuno se la sia mai meritata più di te questa grazia.
Vorrei dirti che se tu mi vorrai io nel tuo mondo ci sarò, e ci sarò sempre, ad arrabbiarmi quando ti faranno incazzare, a tirare pugni in faccia e calci in culo se qualcuno si azzarderà a farti soffrire ancora…a piangere, se sarà il momento di piangere e a camminarti accanto, come quest’estate sul corso del nostro paesello, in una scena alla sex&the city, sicure di noi e di quello che siamo. E’ semplicemente la nostra vita questa, e io sono felice di poterla condividere con te.



Allora si, si può essere felici anche grazie ad un solo istante, anche grazie ad un solo ciao ricevuto passndoti casualmente accanto dopo un fantastico fine settimana passato con la tua “altra” famiglia.
Un ciao che per te non ha significato nulla, pronunciato quasi di sfuggita, ma che a me ha cambiato il corso di un’intera serata.
E a questo punto mi sento di affermare che non ti amo, questo è sicuro, ma altrettanto sicuro è che mi piaci un sacco!

martedì 16 ottobre 2007

E io aspetto...

Credo di essermene accorta nell'istante in cui l'ho scritto ad un'amica...io ti sto aspettando.

Si, sapevo di non averti ancora messo da parte, ma non credevo di aspettare il tuo ritorno. Eppure ci spero, ci spero tanto...e mi chiedo perchè non dovrei, perchè non dovresti.

Forse hai paura, di non so cosa, o forse è solo la mia assurda presunzione a farmi credere questo.
E io aspetto...come quando ti incontro per strada...tu sollevi la mano, mi sorridi, mi dici ciao...e io inizio a guardare il telefono per delle ore, perchè credo che l'aver incontrato il mio sguardo, l'aver rivisto il mio sorriso possa averti fatto rinsavire.

E io aspetto...e inizio a mettere da parte gli altri, le possibilità che avrei per andare oltre te, perchè non voglio ostacoli sul tuo ritorno, quel giorno, non voglio dover dare spiegazioni...quel giorno voglio poterti dire che ti stavo aspettando...perchè lo sapevo che saresti tornato.

E aspetto...e sogno, forse è solo questo che faccio.

Ma i sogni a volte si avverano, qualcuno lo sa, qualcuno il suo sogno lo sta vivendo e io perchè non dovrei inebriarmi di questo intenso profumo di speranza che emana?

mercoledì 10 ottobre 2007

Lunedi 9 Ottobre 2007 h.20:15

Am­ore m 1 affetto vivo, desiderio ardente, passione.
Questa è la definizione che trovo sul mio vocabolario, in questa sera in cui tanto per cambiare penso a lui.
E a questo punto mi domando, cazzo ma vuoi vedere che è amore? Quali sono gli elementi oggettivi per poterlo stabilire, o per stabilire il contrario?
Allora ripercorriamo il tutto: 1) affetto vivo, no…forse d’affetto non parlerei, in questo caso il fattore tempo non mi permette di affermare di volergli bene.
2) Desiderio ardete e passione: beh, il desiderio ardente mi sta veramente logorando, faccio cose che non avrei mai pensato di fare, sono irrequieta, se ho l’1% di possibilità di incontrarlo mi catapulto per strada con qualunque tempo, a qualunque ora, percorrendo a piedi anche dei chilometri…cos’è questo quindi, desiderio ardente? per non parlare della passione…
Poi penso e credo che la parola amore debba essere utilizzata per sentimenti sicuramente più nobili, allora forse mi consolo pensando che sia solo una bella cotta e sorrido, ripenso alla mia adolescenza a quando ti convincevi che anche se soffrivi come un cane, prima o poi quel periodo sarebbe passato e con la maturità avresti avuto gli strumenti per affrontare tutto in modo diverso anche le delusioni d’amore, che ti avrebbero si, fatto soffrire, ma non come un cane…e sorrido perché oggi all’età di quasi 28 anni mi rendo conto che quelle che mi raccontavo e che mi raccontavano erano tutte boiate.
Perché le cotte, le delusioni e le sbandate ti fanno stare male a 15, a 30, come a 60 anni. Perché i sentimenti non hanno tempo e il cuore nemmeno e sorrido…perché credo che in fondo sia stupendo così…gli anni passano, la vita anche ma hai la certezza che qualcosa rimarrà per sempre uguale, come sospeso…le pene d’amore!

martedì 9 ottobre 2007

Total grey!


La mia vita in questo periodo è molto grigia, non so...sarà il tempo, sarà l'umore...ma la cosa non mi scoraggia perchè questo è l'anno del grigio, quindi non posso che essere comunque cool!!!

giovedì 4 ottobre 2007

...perplessità


Si oggi sono un po' perplessa...non tanto perchè la mia serata non è stata il massimo sotto alcuni fondamentali "punti di vista"...ma credo per qualcosa che va oltre.

Forse per come è lui, strano, incomprensibile, contorto...e la cosa mi incuriosisce poco, sarà che in questo periodonon ho molta voglia di cose complicate, anche se in realtà non ho neanche voglia di cose lineari...ma in fondo di cos'è che ho voglia?

Questo post è noioso...perchè io credo di essere un po' annoiata in questo periodo...anzi molto annoiata, forse anche da lui.

giovedì 27 settembre 2007

S come...


Ieri serata strana ma anche interessante...non riesco a trarre delle conclusioni e in realtà non ne ho nessuna voglia...

L'oroscopo oggi mi sconsigliava "accavallamenti pericolosi", cavolo che coincidenza a volte...che ridere.

Credo che la mia vita in questo istante sia tutto un accavallamento, di situazioni, di nomi, di volti.

Lui è particolare, non è scontato, non è facile da capire, almeno non immediato, un po' mi spaventa, un po' mi incuriosisce...naturalmente mi butto, il bungee jumping sta diventando il mio sport preferito.

Allora uno, due, tre...saltare!

mercoledì 26 settembre 2007

altro che sex&the city...

La mia vita sta diventando un film.

Ho voglia di giocare ma non di farmi male, anche se so benissimo che il rischio che corro è questo..cosa sarà di me dopo questo periodo? dove mi porterà tutta questa storia? Oggi non voglio pensieri pesanti...ma leggeri...leggeri come le nuvole...non sarei capace di sopportare altro.

Sono curiosa, forse sono stata assopita per troppo tempo e adesso smanio all'idea di incontrare persone, di riconoscere profumi, di ricordare sapori...

Come qualcuno ha ben commentato...altro che sex&the city...questa è vita vera!
Allora avanti al nuovo incontro...

giovedì 20 settembre 2007

il passato



Forse è proprio da qui che devo partire per iniziare a ricostruirmi e un'invito a cena al mio ex mi sembra un buon inizio.

Serata struggente, soprattutto all'inizio...il rimettersi a tavola, la stessa luce, gli stessi posti, le stesse dinamiche...però il passato va guardato in faccia e io ieri ho avuto il coraggio finalmente di afforntare il mio dolore.

Perchè non volevo ammetterlo, non volevo vedere, ma sono stata danneggiata e per molto tempo, troppo, ho fatto finta di nulla, ho creduto che quello che mi è successo avesse in gran parte solo dei gran bei lati positivi...e questi luccichii mi hanno portato a fare delle gran cazzate e a concentrarmi su cose e persone che in realtà hanno poco valore.

Adesso mi fermo, fermo l'orologio e cerco di ripartire...la vita non può essere cambiata, ne tanto meno possiamo intervenire sugli eventi che ci travolgono...ma fermarsi a guardarli, anche con aria di sfida può sicuramente essere d'aiuto.

Non scapperò, piuttosto mi farò schiacciare, ma non scapperò!

martedì 18 settembre 2007

E le scarpe?



Non posto parole ma ricordi...perchè le parole di oggi non andrebbero d'accordo con i bei ricordi che voglio fermare.

Voglio ringraziare 2 amiche speciali che mi sono state accanto in un fantastico, strano, un po' pazzo e nostalgico fine settimana cesenate.

E come promesso non posso che attaccarci Giuseppe in tutto questo...perchè assieme al "fumo" senza l'arrosto...a chi invece non gliene da...e non glielo da...e a chi invece sembra volerà di certo fra qualche settimana...è stato lui l'unico vero uomo al centro dei nostri pensieri!

Allora W giuseppe e W Verdi!


PS: Dimenticavo uno dei discorsi più assurdi che credo abbiamo mai intrapreso....ma penso che a quel punto fosse già colpa dei 2 americani e della bottiglia di vino che stava per finire...


"Perchè è bello avere una parete piena di scarpe...le guardi...magari ogni tanto le usi pure...ma per poco tempo perchè ti fanno male, male ogni volta e allora quando rientri con i piedi doloranti quante gliene e te ne dici...

Ritorni alle tue scarpe comode...che ogni tanto sembrano un po' bruttine, un po' le solite...ma alla fine sono loro che hanno la capacità di farti sentire a casa anche se sei dall'altra parte del mondo...

però che figata...la parete piena di scarpe!"

venerdì 14 settembre 2007

scrivevo così...


Il 30 luglio postavo paure...quasi per esorcizzare quello che temevo accadesse...e alla fine è accaduto lo stesso.

Scrivevo così: "Niente è eterno e io non voglio più stare male, non voglio più legarmi a nessuno, voglio stare da sola. [...] Lo so come finirà...tanto lo so già."
Il colmo è che tutto questo usciva dalla mia tastiera quando tutto andava bene.

Non sono vegente, forse mi sono portata sfiga da sola o forse inizio soltanto a capire che non è difficile stare male per un uomo...per un uomo che non ti merita ma che tu vorresti ad ogni costo...e alla fine diventa una sfida con te stessa...e ti logori fino quasi a scordare per chi è che stai lottando tanto...perchè l'oggetto del desiderio ha i contorni sbiaditi...ma tu continui ad inseguirlo ugualmente...senza quasi più riconoscerlo.

giovedì 13 settembre 2007

L'altalena


Mi sento come se fossi perennemente in volo su un'altalena, sensazione piacevole...verrebbe da pensare...ma dopo un po' si inizia ad avvertire una forte nausea.
Non ce la faccio più ad andare su e poi giù, su e poi giù...voglio fermarmi e scendere, voglio stare con i piedi per terra...voglio quella tanto odiata e snobbata stabilità.
Ieri ero fiera di me...avevo cambiato tragitto...per molti non vuol dire nulla...per me tanto, il mio percorso non è stato influenzato da lui ma è stato libero!
E adesso sto di nuovo dondolando verso il basso e sento di aver bisogno di fuggire lontano...
So che tutto questo passerà, la mia parte razionale a volte riesce ad emergere e a farmi quasi sorridere perché mi vedo con altri occhi, mi vedo dall'esterno e mi sento quasi ridicola...ma poi mi fermo a pensare e mi domando...ma se non basta saper scrivere per essere considerata una scrittrice...non basterà nemmeno saper sorridere per credere di essere di nuovo felici?

martedì 11 settembre 2007

guardandomi in contro luce...



E continua a raschiarmi dentro...non so bene cosa o chi...ma sento le pareti del mio corpo sempre meno spesse.

Forse dovrò arrivare ad uno stato di semi trasparenza e a quel punto guardandomi in contro luce potrei inizare a capire...

Mi sento persa, a volte sola, a volte in una situazione totalmente sospesa...ed è quello che odio di più...non avere i piedi saldi per terra.

Io, miss razionalità, miss equilibrio, mi sono rotta di recitare questa parte...voglio andare fuori di testa anch'io...voglio urlare ed essere isterica...voglio lo psichiatra e annegare nello zoloft...che fa pure dimagrire!

La smetto, lo so...ma questo è l'unico sfogo che riesco a permettermi...questo è il massimo della mia trasgressione...perchè ho paura...perchè in fondo il motivo di tutto è che me la sto facendo sotto...per la prima volta, dopo anni, di nuovo sola...a fare i conti con me stessa...senza nessuno accanto che pari i colpi o smorzi i toni...sono io adesso il mio paravento!

venerdì 7 settembre 2007

...quando meno te lo aspetti!


E infatti stamattina è successo quello che da un po' di tempo speravo succedesse...l'ho incontrato! Il punto è che stamattina non me l'aspettavo proprio...non ero preparata...e forse è stato meglio così.

Era carino, cazzo!, era proprio carino...ma io di più!

E adesso svalvolo...e non vedo l'ora che riaccada...perchè c'ho preso gusto...mi piace incontrarlo quando meno me l'aspetto!

giovedì 6 settembre 2007

...volto pagina.


Pensavo al fatto che non rileggo mai le pagine di un libro già letto...magari ci metto un po' ad andare avanti ma una volta girato pagina...raramente ci ritorno su.

Pensavo che questa cosa mi capita un po' anche con gli uomini...mi intestardisco...rimugino...mastico...a fatica giro pagina anche dopo essere stata umiliata...tradita...ma se la volto non esiste che ci ritorno...una volta che ho capito e che quelle poche righe le ho fatte mie non c'è verso di farmele rileggere.

Pensavo...pensiero semplice...ma almeno ogni tanto penso.

mercoledì 5 settembre 2007

Credevo di aver trovato un "Cancro"...


...e invece ho preso solo un granchio!

Ho scoperto cose che mi hanno lasciato di stucco. Non posso credere di essere caduta come un pesce lesso nelle rete di un perfetto idiota.

Ma adesso almeno è arrivato il momento di ridere...quel tanto atteso momento in cui uno pensa: "Ma come ca°°o ho fatto!".

E adesso me la rido...me la rido...e me la rido.

AVANTI IL PROSSIMO!

giovedì 30 agosto 2007

...giorno...

Inizia la disintossicazione...e io cerco di concentrarmi su le cose che di lui non mi piacciono...perchè ce ne sono tante.
Quando l'ho conosciuto ho detto: "non sarà mai il padre dei miei figli". Sapevo che mi sarei annoiata ad un certo punto...il punto però è che non me ne ha dato il tempo.

Allora penso che sparire è la cosa migliore...e fra quanlche settimana mi capiterà di incontrarlo e mi farò una gran risata..."ma come ho fatto?"...perchè tanto prima o poi lo pensiamo sempre...speriamo prima!

mercoledì 29 agosto 2007

...speriamo che non parta!


Mi sento sotto un treno...era da tanto che non stavo così male è paradossale scrivere così dopo tutto quello che è successo...ma non stavo così male.

Perchè quel famoso sassolino di cui parlava la mia amica deve dare così tanto fastidio...vorrei che ci fosse una svolta...qualunque cosa che potesse in qualche modo smuovere questa situazione così immobile...gelida...pesante.

Mi sento pesante anch'io...sento di essere paralizzata di non riuscire a fare nulla...ma penso...penso tanto...di notte non dormo...e penso...e se strodita dal troppo alcol riesco a dormire mi aveglio prestissimo...con il mal di testa, la nausea e la testa piena di pensieri...sempre gli stessi...o forse sempre lo stesso martellante pensiero: PERCHE'?

E io mi sento sotto un treno...e l'unica cosa che psero è che almeno non parta...

lunedì 27 agosto 2007

Non mi resta che...

perchè fanno così...perchè non riescono ad essere migliori...a stupirci qualche volta.
Vorrei urlare...soltanto urlare di rabbia e di nervi...perchè non ne posso più...così non è più possibile andare avanti!

Dove cazzo si trova un manuale d'istruzione?

mercoledì 22 agosto 2007

Così


Oggi è così che mi sento...nuda...piegata su me stessa...e soprattutto flaccida.
Non avrei voluto andare via con questa strana sensazione in bocca...o forse è proprio questa sensazione che mi da la forza di partire...
Mi sento tutta spalmata di malinconia...dalla testa ai piedi e non so nemmeno bene per chi...per cosa...
Settembre normalmente mi da un sacco di energie...continuo a provare ogni anno quella strana euforia da 1° giorno di scuola...e credo che dovrò concentrarmi su queste antiche ma ancora vive emozioni per non rischiare di appassire definitivamente...perchè qui è questo che mi capita...appassisco...e come faccio a spiegarlo che per quanto difficile possa essere vivere lontani io qui non potrei mai vivere...ma solo appassire...piegarmi su me stessa e ritornare flaccida.

giovedì 9 agosto 2007

Il telefono squilla e a me batte il cuore all'impazzata.



Non so perchè mi fa quest'effetto...forse perchè è da sabato che di te non ho più notizie.
Ma tu non rispondi...e più gli squilli aumentano più il mio cuore non ne vuole sapere di fermarsi.
E' un periodo strano questo dove i vecchi amori ritornano alla carica...quelli che potevano essere dei potenziali nuovi spariscono nel nulla e poi tu...
Io ritorno su a settembre e lo sai che sarei anche pronta ad innamorarmi di nuovo?
Questa cosa mi fa morire di paura, ma mi fa anche andare in circolo potentissime scariche di adrenalina...
...forse è proprio per questo che tu...non rispondi...forse tu di amarmi non ne hai semplicemente voglia...
Ma non preoccuparti la cosa non mi butterà giù...io quando voglio una cosa me la prendo...e te l'ho anche dimostrato...

venerdì 3 agosto 2007

generalizzazioni obbligatorie...




Tutti uguali gli uomini...fatti tutti della stessa pasta di merda!


Eppure siamo noi a metterli al mondo...ma credo che la sensibilità e il tatto sono cose che non si trasmettono per contatto...


Perchè con la placenta, durante il parto, puoi prenderti l'AIDS, e forse anche qualcosaltro...ma sicuramente di buono nulla...

giovedì 2 agosto 2007

ciao...



Se vuoi immaginare il posto in cui sarò per le prossime tre settimane...sarà questo...


...questo sarà quello di cui i miei occhi si riempiranno...questo è l'orizzonte con il quale sono cresciuta...questa immensa distesa di acqua azzurra mi ha fatto nascere la certezza che in fondo tutto è possibile...perchè se nasci con l'orizzonte negli occhi non puoi credere altrimenti...


...questo mare senza confini ha un po' fatto sbiadire i confini anche dentro di me...


...è forse per questo che non mi sento mai a casa...in nessun posto...forse per questo sento che in fondo la mia casa è un po' ovunque...





Ciao M.

lunedì 30 luglio 2007

Devo fuggire!!!


Lo so come finirà...tanto lo so già.

Devo fuggire, sono in preda ad un vero e proprio attacco di panico.

Perchè mi guarda, dovreste vederlo come mi guarda, e non lo dico solo io ci sono i testimoni...e non deve guradarmi così perchè poi tanto lo so come andarà a finire...finire perchè tatno è proprio questo che succederà...

Niente è eterno e io non voglio più stare male, io non voglio più legarmi a nessuno, voglio stare da sola, voglio divertirmi...ma poi non ci riesco e sapete di chi è la colpa? di quel cazzo di filo di lenza, che lega, che collega, che imbroglia, aggroviglia...e non si stacca, non si stacca mai...ed è subdolo perchè non lo vedi, è di lenza, non lo vedi...ma se tiri lo senti...e non si stacca...piuttosto ti taglia, ti lacera, spezza te...ma lui non si spezza!

venerdì 27 luglio 2007

Casina Pontormo!


Tra risate, piedi scalzi, tacchi alti, crostini, vino e scroccadenti ho trascorso proprio una bellissima serata.

Non so ma me la sto godendo...questa nuova me mi piace un sacco.


L'ho vista arrivare nei suoi jeans stretti e con i suoi enormi orecchini sempre addosso...e ho pensato...ma quanti ce ne ha?

Poi mi ha sorriso con quell'aria sicura di se che si vede benissimo che è solo una maschera...perchè lei arrossisce...quando le parlo...quando le sussurro le mie frasi all'orecchio e quando mi soffermo a fissare la fossetta che ha sulla guancia destra quando mi sorride...perchè mi sorride...mi sorride sempre e a me mi manda fuori di testa.

Le ho voluto far vedere uno dei posti più belli della zona...perchè nei suoi occhi vorrei si potessero specchiare solo cose belle... e le dico: ma quant'è bella l'estate, eh? quant'è bello il senso di libertà che da una macchiana cabrio? non ne potrei fare a meno.

"Anche mio fratello me lo dice sempre", mi risponde...e di lui mi parla sempre...fosse un altro uomo sarei già geloso come un siciliano...ma si capisce che lo fa perchè le manca...è il suo modo per sentire il suo mondo vicino.

Credo sia una ragazza forte...per quello che mi racconta...per la sua vita...perchè non si è lasciata trascinare dagli eventi.

...e poi quando una cosa la vuole...se la prende...cavolo se mi ha preso!

giovedì 26 luglio 2007

Tutte le donne della mia vita...


Mi piace il cinema all'aperto...mi da il senso di libertà...la gente è più rilassata...quasi i gesti e le risate più spontanee.

Stavo bene ieri in compagnia della mia amica...distrutte entrambe dalle luvarie della sera prima...stanche e indolenzite al punto giusto e con quel ridere che non sai da dove ti parte e che viene fuori nei momenti più insensati...credo sia l'adrenalina che il buon sesso ti lascia in circolo che viene fuorio così...un po' come un'eruzione vulcanica.

In questo periodo ho lo sguardo spensierato...sereno...e un po' matto...

Tutte le donne della mia vita...io di uomini non ne ho avuti tanti...diciamo che in questi ultimi mesi sto cercando di alzare la mia media...e credo mi riesca anche abbastanza bene...

Non voglio aver paura di restare sola...credo che la paura di non saper stare da soli ha volte è ancora più forte della paura di costruire qualcosa di duraturo...forse è un pensiero un po' contorto ma nella mia mente è chiarissimo...non voglio accontentarmi!

mercoledì 25 luglio 2007

luci...stelle...odori...


Avevo negli occhi queste luci ieri sera...e mi sembrava di sognare...stavo bene ed ero convinta di meritarmela tutta quella sensazione.

Credo nelle congiunzioni astrali...perchè ieri il nostro palazzo ha fatto scintille.

Il vento nei capelli...il suo profumo che mi ci è rimasto in mezzo...le sue mani...

...sono sicura di non conoscere il perchè delle cose...e soprattutto credo di non voler vivere chiedendomelo.

Non so questa nuova io dove mi porterà...che poi forse tanto nuova non sono...forse soltanto IO ed è così che adesso dovrà essere...soltanto io...

Non voglio far soffrire le persone, non è assolutamente mia intenzione, ma credo che anche a trentanni sia giusto imparare che nella vita non si può dare tutto per scontato...perchè ti sbagli di grosso se credi di avere a che fare con una ragazzina ingenua...

martedì 24 luglio 2007

CONTROLUCE


Mi vengono proposti giochi in controluce...e io...me la faccio sotto...faccio la gatta...la donna vissuta e poi...me la faccio sotto...ma so che alla fine non mi tirerò indietro...metterò da parte la mia timidezza, i miei pudori e le mie paure...mi armerò di coraggio...di ceretta...e di americani naturlamente e me la vivrò.


Il mio motto adesso è proprio questo...vivere tutto fino in fondo...anche se so che la mia vita si incasinerà di brutto...ma fino ad oggi è stata pure troppo normale e noiosa...mio padre potrebbe sfiorare l'infarto!


Lo incontrerò molto probabilmente stasera...solo per la seconda volta e lui credo sia più matto di me...perchè gli piacerebbe approfindere già da subito...senza conoscerci oltre...

venerdì 20 luglio 2007

tir e futon...


Mi sto riprendendo quell'adolescenza che qualcuno con la sua arroganza mi aveva portato via...lo so che io gliel'ho lasciato fare...ma allora ero troppo ingenua per capire che non vale la pena di donare totalmente se stesse per un uomo...perchè poi lui va via e ogni volta porta con se' un pezzetto di te...che non sarà estirpato per sempre ma che faticherai da morire per ricostruire...


Da oggi voglio essere così...cosparsa di fiori e profumi...incantare gli altri ma non lasciarmi incantare...non promettere e non ascoltare promesse...dormire sui futon...parlare di tir...e bere americani...

mercoledì 18 luglio 2007

bollicine


Oggi mi sento come l'acqua minerale con le bollicine...e il bello è che so anche perchè...il mondo gira e gira gira gira e tutto va e poi viene e poi va e poi torna...giuro che non mi sono fatta di crack...oggi voglio essere bella e non per uno o per un altro ma per me...perchè noi meritiamo di essere belle per noi stesse...pensate all'universo donna...non vi manca il fiato?...siamo di quanto più complicato e misterioso ci possa essere...oggi non posto parole ma pensieri confusi...oggi posto bollicine...

lunedì 16 luglio 2007

Difesa della sigaretta di Tommaso Dell'Era


Chiar.mo professore, Ella è fra i miei più tenaci oppositori. Se la democrazia non è vuoto nome, consenta questa mia difesa e ne renda partecipi tutti perché possano emettere un equo giudizio. Senza pressioni di sorta (a lei certo non sfugge che ho protettori in alto, molto in alto, e che potrei demagogicamente ricorrere ad un ricatto: se fossi eliminata, quanti lavoratori sarebbero ridotti sul lastrico? quante case farmaceutiche chiuderebbero i battenti? quanti dottori vedrebbero paurosamente deserta la sala d’aspetto?). E senza piccine rivalse (non le dico, per esempio, che potrebbe appuntare gli strali contro i miei degeneri parenti, lo smog e il petrolio, o la mia turpe matrigna, la droga, che insozzano il corpo e lo spirito senza porgere alcuna consolazione).

Ella, professore, è evidentemente insensibile alle mie grazie: non la turbano la snella figurina, il candido velo, i vezzosi buccoletti azzurrini; non cede al mio ovattato stivaletto e neppure mi degna di una sbirciatina quando mi sporgo dalla tonda loggetta.
No, non può essere insensibile: teme soltanto le conseguenze di un’effimera ebbrezza: teme che il cuore le tumulti nel petto, che si spenga la voce nella gola ardente, che le ronzino gli orecchi, che il pallido volto stilli di sudore. Ma son questi gli effetti di amore, come ammonisce la divina Saffo: ogni amore è sofferenza: nessuna gioia è concessa, che non sia velata di pianto.
Ella ribatterà che il pianto non la tocca, dal momento che rifiuta le gioie che ne sono la causa. Ma le ha valutate le gioie?

Scivolo leggera dall’alcova colorata e mi svelo in tutto il mio fascino. Disfatta dai baci, dopo pochi minuti – anche un solo momento, se il desiderio brucia – mi offro ancora, intatta e sorridente: ogni volta risorgo più splendida dalle mie ceneri.
Sono l’amante, e la sorella, la madre: Nicot volle che in me, nel mio soffice scrigno, fosse racchiuso l’eterno femminino. Io conforto l’attesa, freno l’ansia, stimolo il coraggio; sono la musa degli artisti, la consolazione degli afflitti: sono l’estremo desiderio. Al mio bacio aspira il condannato a morte per soffocare, nelle voluttuose spire, l’ultimo palpito del cuore.
Non altro (e quanto avrei da dire!). Le rammento soltanto che, schivandomi, Ella offende la mia vanità; calunniandomi, offende la mia dignità: in questo caso, se persistesse, sarei costretta ad adire le vie bronchiali.
Sua (anzi, non sua).
Sigaretta

circolo vizioso





Non so perchè ma i sensi di colpa mi uccidono...ne ho per ogni cosa...se mi diverto...se mi annoi...se dico quello che penso...se taccio...se dimostro i miei sentimenti...se taccio...forse è proprio questo che dovrei fare...tacere...ma poi mi uccidono i sensi di colpa...ne ho per ogni cosa...se mi diverto...se mi annoi...se dico quello che penso...se taccio...se dimostro i miei sentimenti...se taccio...forse è proprio questo che dovrei fare...tacere...ma poi...

giovedì 12 luglio 2007

furba e antipatica...


Beh diciamo che oggi mi sento proprio così...molto furba e un po' antipatica...non amo particolarmente le tattiche in "amore", ma ieri ho deciso di attuarne una.

La cosa più bella è che ha funzionato! e non vi dico che goduria...ecco perchè oggi mi sento così...Spesso le persone ci costringono a prenderle un po' in giro...mica per cattiveria ma solo per ridimensionarle un po'...

mercoledì 11 luglio 2007

e a noi quando accadrà?



C'era una volta, in un paese lontano, un gentiluomo vedovo che viveva in una bella casa con la sua unica figlia.Egli donava alla sua adorata bambina qualsiasi cosa ella desiderasse: bei vestiti, un cucciolo, un cavallo..... Tuttavia capiva che la piccola aveva bisogno delle cure di una madre.Così si risposò, scegliendo una donna che aveva due figlie giovani, le quali, egli sperava, sarebbero diventate compagne di giochi della sua bambina. Sfortunatamente, il buon uomo morì poco tempo dopo, ed allora la matrigna mostrò la sua vera natura.Era dura e fredda, e profondamente invidiosa della dolcezza e bontà della sua figliastra, perché queste qualità facevano per contrasto apparire le sue due figlie, Anastasia e Genoveffa, ancor più meschine e brutte.
Le sorellastre andavano riccamente vestite, mentre la povera ragazza era costretta ad indossare un vestito semplice e grossolano, ed un grembiule, e a compiere in casa tutti i lavori più pesanti. Si alzava prima dell'alba, andava a prender l'acqua, accendeva il fuoco, cucinava, lavava e puliva i pavimenti. Quando aveva finito di sbrigare tutti i lavori, per riscaldarsi era solita sedersi vicino al camino accanto al carbone ed alla cenere. Perciò cominciarono a chiamarla Cenerentola. La matrigna e le sorellastre dormivano in belle stanze, mentre la piccola camera di Cenerentola era in soffitta, proprio sotto il tetto della casa, deve vivevano dozzine di topi. Nonostante tutto questo, Cenerentola rimase gentile e cortese, sognando che un bel giorno la felicità sarebbe arrivata. Fece amicizia con gli uccelli che la svegliavano tutte le mattine. Fece anche amicizia con i topi con cui divideva la soffitta, diede a ciascuno un nome, e cucì loro dei minuscoli vestiti e cappelli. I topi amavano Cenerentola e le erano grati, perchè talvolta li liberava da una trappola o li salvava da Lucifero, il malizioso gatto della matrigna. Ogni mattina, Cenerentola, preparava la colazione per tutti gli abitanti della casa: una scodella di latte per il gatto, un osso per il cane, avena per il suo vecchio cavallo, granoturco e frumento per le galline, le oche e le anitre del cortile. Poi portava al piano di sopra i vassoi della colazione per la matrigna e le sorellastre Anastasia e Genoveffa. "Prendi questa roba da stirare e riportala entro un'ora" ordinava Genoveffa. "Non dimenticare il mio rammendo, e non impiegare tutto il giorno a finirlo!" la rimproverava Anastasia. "Stendi il bucato e vai avanti col tuo lavoro" ordinava la matrigna "Batti il grande tappeto della sala, lava le finestre, pulisci la tappezzeria!" "Si Genoveffa. Si Anastasia. Si mamma" rispondeva Cenerentola mettendosi al lavoro di buona lena.
Dall'altra parte della città c'era il palazzo reale. Un giorno il re convocò il granduca Monocolao e gli disse: "E' tempo che il principe prenda moglie e si sistemi!" "Ma vostra Maestà" rispose il duca " deve prima trovare una ragazza ed innamorarsi!" "Hai ragione" ammise il re. "Daremo un ballo ed inviteremo tutte le fanciulle del reame. Dovrà per forza innamorarsi d'una di loro." Subito furono spediti gli inviti e il regale biglietto fu portato anche nella casa di Cenerentola. "Un ballo! Un ballo! Andremo ad un ballo!" gridarono Anastasia e Genoveffa. "Anch'io sono invitata" disse Cenerentola. "C'è scritto: 'Per ordine del Re, ogni fanciulla dovrà partecipare!". Le sorellastre risero all'idea di Cenerentola che andava ad un ballo indossando il grembiule con una scopa in mano. Ma la matrigna, con un sorriso sornione, disse che Cenerentola sarebbe certamente potuta andare se avesse finito il suo lavoro e si fosse procurata un vestito decente da indossare. "Se....." rise Anastasia "Se....." sghignazzò Genoveffa. E venne il gran giorno. Fin dall'alba le sorellastre furono indaffarate a scegliere abiti, sottovesti ed ornamenti da mettere nei capelli, e non parlarono che del modo in cui si sarebbero vestite per il ballo. Nel frattempo Cenerentola fu tenuta più occupata del solito, perché dovette stirare le ampie gonne, sistemare le guarnizioni, annodare i nastri. Quando venne la carrozza a prendere la matrigna e le sorellastre, Cenerentola non aveva avuto neppure avuto il tempo di prepararsi. "Bene" disse la matrigna. "Allora non verrai. Che peccato! Ma ci saranno altri balli!" Cenerentola salì tristemente le scale buie e si affacciò alla sua finestra illuminata dalla luna. E guardò mesta il palazzo lontano che risplendeva di luci.
All'improvviso, una candela venne accesa alle sue spalle. Cenerentola si voltò, e vide un bellissimo vestito da sera. L'avevano cucito per lei gli uccelli ed i topi suoi amici, e lo avevano decorato con pezzi di nastro e perline che avevano trovato in giro per la casa. In men che non si dica, Cenerentola indossò il vestito e corse giù per le scale, gridando: "Per favore, aspettate, vengo anch'io!" Anastasia e Genoveffa si girarono: com'era bella! L'invidia le accecò e... "Le mie perle!" gridò una. "Il mio nastro!" urlò un'altra e strapparono il vestito di Cenerentola. Poi, soddisfatte se ne andarono. Disperata Cenerentola corse in giardino e singhiozzò: "E' proprio inutile. Non c'è niente da fare!" Ma in quel momento da una nuvola di polvere di stelle uscì una donnina dalla faccia tonda, avvolta in un mantello con cappuccio.
"Sciocchezze, figliola" disse con voce dolce. "Asciuga quelle lacrime: non vorrai andare al ballo in questo stato!". Cenerentola smise di piangere e chiese: "Chi siete?" "Sono la fata tua madrina e mi chiamo Smemorina" rispose lo strano personaggio. "Non abbiamo molto tempo a disposizione. Penso che per prima cosa tu abbia bisogno di una zucca." Cenerentola non capì il motivo, ma obbedì e raccolse una grossa zucca. La fata agitò la sua bacchetta magica verso di essa, e cantò: "Salagadula, mencica bula, bibbidi-bobbidi-bu...." la zucca si alzò lentamente sul fusto, mentre i viticci arrotolandosi si trasformarono in ruote: in un attimo diventò una stupenda carrozza. "Ora" disse la fata "abbiamo bisogno di alcuni topi". Quattro piccoli amici di Cenerentola si presentarono di corsa, ed ancora una volta la fata cantò le parole magiche mentre toccava i topi con la sua bacchetta. I topolini furono trasformati in quattro cavalli grigi pomellati che furono subito attaccati alla carrozza. Poi la fata trasformò il vecchio cavallo di Cenerentola in un superbo cocchiere ed il cane Tobia in un elegante valletto. "Ed ora tocca a te, mia cara" disse la fata Smemorina, toccando Cenerentola con la sua bacchetta. Il vestito strappato diventò uno splendido abito di seta e da sotto la gonna spuntarono delle deliziose scarpette di cristallo, le più belle del mondo. Cenerentola non riusciva a parlare per l'emozione. La fata allora spinse la carrozza e le raccomandò di non rimanere al ballo dopo la mezzanotte: se fosse rimasta un solo minuto di più, la carrozza sarebbe ridiventata una zucca, i cavalli topolini, il cocchiere un vecchio cavallo ed il valletto un cane, e lei stessa si sarebbe ritrovata vestita di stracci. Cenerentola promise e partì felice verso il palazzo reale. Quando arrivò, il ballo era già iniziato, e il principe, con aria un pò annoiata, stava facendo l'inchino alle duecentodecima e duecentoundicesima damigella: le brutte sorellastre Anastasia e Genoveffa. All'improvviso alzò lo sguardo e scorse all'ingresso la più bella fanciulla che avesse mai visto. Come trasognato piantò in asso le sorelle e si avvicinò a Cenerentola, la prese per mano e l'accompagnò nella grande sala, in mezzo a tutti. Per tutta la serata il figlio del re non ballò con nessun altra e non lasciò la sua mano un solo minuto. Le sorellastre e la matrigna non riconobbero Cenerentola e si rodevano d'invidia chiedendosi chi potesse essere la bella sconosciuta.
Tutte le dame osservarono il suo abito e la sua pettinatura, e si ripromisero di copiarli il giorno seguente. Il vecchio re sorrideva soddisfatto: il principe aveva trovato la sposa dei suoi sogni. Passarono le ore. Quando l'orologio del palazzo cominciò a battere la mezzanotte, Cenerentola ricordò la promessa. "Devo andare" gridò spaventata e, liberando la sua mano da quella del principe, attraversò il palazzo e scese di corsa lo scalone, inseguita dal principe e dal granduca. Una scarpetta di cristallo le si sfilò correndo, ma lei non si fermò finché non fu in carrozza. L'orologio stava ancora battendo l'ora quando la carrozza lasciò il palazzo di gran carriera: mentre oltrepassava il cancello, risuonò il dodicesimo rintocco: carrozza, cavalli, tutto sparì ed al loro posto comparvero una zucca, alcuni topolini, un cane, un vecchio cavallo e una fanciulla vestita di stracci. Tutto ciò che rimaneva di quella magica serata era la scarpetta di cristallo che brillava al piede di Cenerentola. Il mattino seguente, il figlio del re comunicò al padre che avrebbe sposato solo la fanciulla che aveva perso la scarpetta al ballo. Il granduca Monocolao fu incaricato di cercare la ragazza il cui piede entrasse perfettamente nella preziosa scarpetta. Il granduca provò la scarpetta a tutte le principesse, alle duchesse, alle marchese, a tutte le dame del regno, ma inutilmente.
Arrivò infine a casa di Cenerentola. La matrigna tutta eccitata, corse a svegliare le sue pigre figlie. "Non abbiamo un minuto da perdere" gridò. "C'è la possibilità che una di voi diventi la sposa del principe, se riuscirà a calzare la scarpetta di cristallo!" e le mandò giù di corsa dal duca, con la raccomandazione "Non deludetemi"! Poi seguì Cenerentola, che era andata in camera sua per rendersi presentabile al duca, e la chiuse dentro a chiave. Nessun'altra doveva poter approfittare di un'occasione tanto fortunata. Quando Cenerentola udì lo scatto della serratura, capì, troppo tardi, cos'era accaduto. "Per favore, vi prego, fatemi uscire!" implorò girando inutilmente la maniglia. La matrigna si mise in tasca la chiave e se ne andò sogghignando. Non si accorse però che due topolini la seguivano, senza mai perdere di vista la tasca in cui aveva messo la chiave. Nel frattempo Anastasia e Genoveffa stavano discutendo sopra la scarpetta di cristallo, e ciascuna affermava che era sua. La matrigna le osservò con attenzione mentre cercavano senza successo di far entrare i loro piedoni nella minuscola scarpetta. Non si accorse che i due topolini le sfilavano silenziosamente la chiave dalla tasca e se la portavano via. Il granduca riprese la scarpetta alle due sorellastre immusonite e si avviò alla porta per andare nella casa seguente, quando Cenerentola, chiamò dalle scale: "Per favore Vostra Grazia, aspettate! Posso provare la scarpetta?" La matrigna tentò di sbarrarle il passo. "E' solo Cenerentola, la nostra sguattera." disse al duca, ma egli la spinse di lato. "Signora, i miei ordini sono: ogni fanciulla del regno!" La malvagia matrigna tentò un ultimo trucco. Fece lo sgambetto al servitore del duca che reggeva su un cuscino la scarpetta di cristallo: la preziosa scarpina cadde per terra frantumandosi in mille pezzi. "Oh è terribile!" gridò il duca. "Cosa dirà il Re?" Allora Cenerentola mise la mano nella tasca del grembiule. "Non preoccupatevi" disse "ho io l'altra scarpetta" Il duca gliela calzò, ed il piede naturalmente entrò senza fatica.
Il quel momento apparve la fata Smemorina, che toccò Cenerentola con la bacchetta magica. E tutti poterono constatare che era proprio lei la bella sconosciuta che aveva conquistato il cuore del principe al ballo. Cenerentola fu accompagnata al palazzo reale con la carrozza del re. Là, fra grandi feste ed al suono di tutte le campane del reame, Cenerentola sposò il suo principe. E da quel giorno vissero felici e contenti.

martedì 10 luglio 2007


Mi sembra di essere sempre in attesa...di passare la mia vita ad aspettare...aspetto qualcosa, aspetto qualcuno, ma non credo possa andare avanti ancora per molto così...
...adesso vorrei prenderlo in mano io questo timone, cambiare rotta o solo sceglierla...ma forse è proprio perchè adesso ho di nuovo questa possibilità che mi sento paralizzata...è facile farsi trasportare e avere il culo parato da qualcuno, qualcuno a cui potrai sempre rinfacciare le tue scelte...ed è facile nascondersi dietro questo finto coraggio...ma se il coraggio vero fosse scegliere per se stessi, con la consapevolezza di non potersela mai prendere con qualcun altro?
...adesso capisco perchè mi sento con le gambe per metà già affondate nelle sabbie mobili...



Ho iniziato ad importunarlo...lo so che le brave ragazze queste cose non le fanno....ma chi l'ha detto che sono una brava ragazza?
Ho voglia di giocare e mi piace l'idea di non sapere questo gioco dove mi porterà....

venerdì 6 luglio 2007

ci riprovo...

...non so dove mi porterà e a cosa...ma oggi percorro il terzo capitolo della mia vita e sento di dover lasciare una traccia...e un blog è sempre meglio di un tatuaggio...